2. PROMOSSI O BOCCIATI?

Il fermento generale di questi giorni mi ha portato a fare una riflessione. L’anno scolastico è ormai finito e nelle classi ci sono alunni molto stanchi e allo stesso tempo alle prese con le ultime interrogazioni e compiti. Gli insegnanti sono, a loro volta, alle prese con le ultime valutazioni, talvolta interrogano nei corridoi pur di dare la possibilità di recuperare. I genitori si affrettano a dare ultimatum, contattare gli esperti, professori o psicologi, nell’intento di capire come salvare il salvabile per i loro figli. Un intero anno scolastico sembra essere giocato soprattutto in questi ultimi giorni di scuola.


Pensando ad un anno di scuola perso, penso cosa significhi per un alunno dover ripetere un intero anno, ritrovarsi in classe con compagni più piccoli, con lo stesso programma mal capito l’anno prima e allora figuriamoci quello dopo, incontrare (forse) alcuni degli stessi insegnanti ma stavolta più sospettosi perché l’alunno si è già fatto conoscere e, con tutta probabilità, anche lui è rancoroso nei loro riguardi, per non parlare delle punizioni e delle rinunce che i genitori avranno in serbo per lui, alla fine si convince di non valere abbastanza e di “non essere capace”, atteggiamento che noi adulti sappiamo quanto aiuti ad impegnarsi sempre meno col rischio di andare incontro ad ulteriori fallimenti (e non solo scolastici). Non ultimo, l’alunno perde un anno della sua vita…ma forse lui non può ancora comprendere quanto sia enorme tale perdita.


Ed ora guardiamo la bocciatura con gli occhi dei genitori, innanzitutto, in modo del tutto venale, un anno di sostentamento di un figlio è un anno che ha un costo, tra i 5.000 € e i 9.000€ per i figli nella fascia d’età 0-5 anni, secondo recenti dati ISTAT, ovviamente la cifra sale con l’aumentare dell’età. La bocciatura di un figlio viene vissuta come un fallimento dei genitori stessi i quali, dopo essersi tanto prodigati per dargli il meglio, per insegnargli sani principi e il valore della vita, nonché il rispetto degli altri, per non parlare dei (più o meno) sacrifici per accontentare un figlio con i giocattoli e con lo sport; in cambio l’unica cosa che un genitore chiede è che un figlio vada a scuola e che studi. E c’è anche il continuo confronto con i figli degli altri, perché c’è sempre il figlio del vicino, dell’amico o del cugino che è stato più bravo del figlio bocciato. Il dolore di un genitore che ha un figlio che semplicemente delude le sue aspettative, che non è così “bravo” come un genitore pensava. Per poi seguire col pensiero “Forse non sono un bravo genitore! Ma dove ho sbagliato?”


Guardiamo ora la bocciatura con gli occhi degli insegnanti. La bocciatura di un alunno è un momento di riflessione sul proprio operato, cosa si è fatto che non ha funzionato? Cosa si sarebbe potuto fare in modo diverso? Insegnanti che modificano il loro modo di fare lezione per facilitare l’apprendimento dell’alunno difficile, che si confrontano tra colleghi per trovare strategie diverse, insomma un grande impegno che lascia insoddisfatti gli insegnanti stessi che, per di più, si ritrovano il ragazzo in classe l’anno dopo, ripetente, e se non è lui, ci sarà comunque l’alunno bocciato da qualcun altro. Certo quell’alunno proprio non voleva studiare e magari aveva anche un comportamento non adeguato al contesto scolastico che davvero non l’ha aiutato, aggravato dalle numerose assenze, note, sospensioni e quant’altro. Insomma, un caso irrecuperabile. Però ad una riflessione più accurata, il ragazzo non andava male proprio in tutte le materie e non rispondeva a tutti i professori allo stesso modo.


A questo punto, una lieve flessione, seppur momentanea, dell’autostima ha colpito tutti gli attori coinvolti in questo triste scenario e quindi, cosa possono fare gli attori per cambiare il finale del prossimo atto? Le soluzioni talvolta non appaiono così chiare come in realtà sono per chi le valuta dall’esterno. Mostrarsi tenaci e chiedere aiuto agli esperti in tempi congrui è il primo passo verso la ricerca delle soluzioni più creative e adatte ad ogni singolo caso. 

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