3. IL CONFLITTO NELLA QUOTIDIANITA’

In ogni relazione umana che viviamo, il conflitto è dietro la porta. Nei rapporti familiari tra genitori e figli, tra marito e moglie, con la parentela più allargata, lo troviamo sul posto di lavoro, tra colleghi e con i superiori, e anche con gli amici.


Ma proviamo a capire meglio cos’è un conflitto. Il conflitto di cui vogliamo parlare è quello che è legato alle relazioni umane più importanti, quel litigio che ci fa star male soprattutto se non viene risolto e se non sappiamo come uscirne fuori. Avviene tra due o più persone che avevano una relazione armonica fino al momento in cui “qualcosa è cambiato” e di solito sembra che sia l’altro ad essere cambiato. Nell’immaginario collettivo un cambiamento così inaspettato viene associato a qualcosa che può rompere un legame che riteniamo importante (familiare o lavorativo), alcuni dei lettori penseranno che è meglio evitare o piuttosto ritardare tale confronto, magari attendono fino ad aspettare che accada qualcosa di nuovo, e di solito è sempre un’attesa deludente; altri lettori penseranno che è meglio affrontare subito la questione per ottenere un eventuale chiarimento e si imbattono nell’altro in attesa di chiarimenti; altri lettori ancora si troveranno nel mezzo tra le due posizioni appena descritte e agiranno con modalità differenti.

 

Ogni essere umano davanti ad un problema da risolvere attua una strategia personale per trovare una soluzione, che sia l’attacco o la fuga o altro, ognuno reagisce quando si sente minacciato…ed in effetti è proprio quello che succede più di frequente, invece di affrontare un problema o una diversità di vedute, sentiamo di subire un torto piuttosto che trovare una soluzione, come se la decisione presa su un fatto oggettivo sia legato al valore della persona che propone la soluzione, e così la sensazione è quella di uno scontro di posizioni, piuttosto che un incontro tra due persone. Per cui ci si pone nella condizione di difendersi o attaccare o altro più che di incontrarsi e a quel punto anche l’altro pensa che ad essere “cambiati” siamo noi e non l’altro, ed in realtà hanno ragione entrambe le parti, “qualcosa è cambiato” quella relazione sta per fare un salto confrontandosi su un tema nuovo (basti pensare ai litigi per ottenere autonomia tra genitori e figli adolescenti, o a quando ci aspettiamo un riconoscimento a lavoro, economico, di ruolo o un “grazie”, quando sentiamo di meritarlo).

Affrontare o meno quell’argomento e il modo in cui lo facciamo determina il risultato ottenuto e soprattutto la qualità di quella relazione.


Che abbiamo tutti opinioni e modi diversi di fare lo sappiamo già, ma quando c’è un problema da affrontare, talvolta, pensiamo che il nostro modo sia migliore dell’altro o peggiore e se si devono confrontare due persone come quelle appena descritte non c’è problema, una pensa che va bene lei e anche l’altra pensa che l’altro sappia fare meglio, ma se si incontrano due persone che pensano di aver ragione entrambe? O che abbiano torto entrambe? Nel primo caso ci sarà un acceso litigio, nel secondo forse ognuno si aspetta che sia l’altro a trovare una soluzione e forse non si cercherà mai. Se pensiamo alla varietà del genere umano, avendo tutti idee diverse e modi diversi di fare, le combinazioni sono infinite e talvolta anche gli esiti.

 

Un problema da risolvere prevede un cambiamento da effettuare ed è un fatto di cui tener conto, solo dal confronto tra idee diverse emergono le migliori soluzioni, soluzioni che possano soddisfare entrambe le parti. Quando ciò risulta complicato si può far ricorso agli esperti, ad una terza persona che, esterna al problema e alle dinamiche affettive in gioco, può aiutare a trovare non la soluzione tra le due proposte ma una terza soluzione, la più rispettosa di entrambi.

Leggi i nostri "Articoli"

 

Visita la sezione "News"