4. IL BAMBINO CHE NON ARRIVA

Ci siamo salutati, nel precedente articolo, aprendo un argomento che, ad oggi, coinvolge numerose coppie sia giovani che meno giovani. La difficoltà o l’impossibilità di avere figli.

Quando dopo analisi mediche approfondite risulta una difficoltà ad avere figli, in genere vengono proposti, percorsi di cure o interventi per ottenere la fecondazione, ciò accade sia alle coppie che non riescono a concepire figli sia alle coppie che, dopo il concepimento, vanno incontro ad aborti spontanei frequenti.

 

Diverso è il caso delle coppie cui viene fatta una diagnosi di infertilità, ovvero di un’impossibilità organica ad avere figli. Con le dovute differenze, vorrei parlare di queste due tipologie di coppie e del loro difficile percorso per diventare famiglia.


In entrambe i casi mettere al mondo un figlio è una scelta voluta e accompagnata da tensioni emotive, disagi fisici e notevole dispendio economico. Inizialmente c’è una lunga fase di analisi mediche che arreca stress alla coppia, poi c’è la fase in cui il medico esprime la sua diagnosi e per la coppia inizia un periodo, più o meno lungo, accompagnato da stati di ansia e da un senso di depressione legato alla scoperta inaspettata, che quello che viene definito come normale per tutte le coppie, non lo è per loro: avere un bambino.

 

A questo si possono aggiungere altre dinamiche psicologiche. Si va incontro ad un maggior senso di inadeguatezza rispetto alla coppia e al ruolo genitoriale (che ha avuto origine già dopo i primi tentativi che non hanno avuto esito positivo), talvolta aumentano i sintomi depressivi (proporzionalmente al numero dei tentativi effettuati), possono aumentare difficoltà sessuali preesistenti o insorgerne di nuove, tutto ciò e molto altro ancora portano ad una maggiore conflittualità nella coppia. Un momento così importante e delicato come la trasformazione di una coppia in famiglia, diventa un momento di scontri, ansie, paure e conflitti molto accesi che purtroppo finiscono con lo spegnere la magia di questo momento.


A tal proposito vanno fatte delle differenze sostanziali, la coppia che ha difficoltà ad avere figli e che sceglie di iniziare iter medici fino alla fecondazione assistita, va incontro ad un periodo, nella migliore delle ipotesi limitato nel tempo, di grandi disagi fisici con altrettanto grande dispendio economico e con la paura che qualcosa possa andare storto comunque, ma con la possibilità di poter avere un figlio. Per la coppia che non può avere figli c’è un disagio ulteriore, è una coppia che non ha questa possibilità e che si troverà di nuovo ad interrogarsi sul significato di diventare famiglia e a questo punto, sul come diventarlo. Il dolore di non avere figli propri o di non poterli avere dal proprio partner apre scenari di enorme potenza e ricaduta sulla coppia stessa. In queste coppie ci sono spesso pensieri non detti che restano latenti, talvolta rabbia, talvolta sensi di colpa, talvolta altro. Il fatto di non aver concepito un figlio porta facilmente al luogo comune che, “se non sono stato in grado di averlo, non sarò in grado di crescerlo”, quasi come se fosse un fatto immodificabile. 

 

La paura di sbagliare può bloccare e precludere la possibilità di recuperare gli inevitabili errori che ogni genitore commette in buona fede. In questo passaggio da coppia a famiglia, entrambe le coppie hanno bisogno di modificare le aspettative che avevano sul figlio e su di loro. Spesso si sono rivolte a noi psicologi, inizialmente per chiarire l’alta conflittualità, per poi affrontare temi, che difficilmente possono essere affrontati con amici o parenti, e che comunque per essere superati hanno bisogno dell’aiuto di un terzo competente, per trasformare il non detto, la rabbia e il conflitto, in una nuova possibilità di vedersi coppia e famiglia in un modo diverso, autentico e appagante per entrambi.

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